mercoledì 23 aprile 2014

Il colloquio per il lavoro più difficile del mondo...

...Ma che molti stanno già facendo
Sono 24 i candidati che hanno risposto a un annuncio trovato su un giornale per un ruolo molto complicato. Una volta avviato il colloquio, non riuscivano a credere alle loro orecchie: la disponibilità sarebbe stata di 24 ore al giorno tutti i giorni, senza interruzioni, senza ferie e senza stipendio. "365 giorni l'anno? No...questo è disumano", ha detto un candidato. Sono stati illustrati anche gli aspetti positivi del lavoro, ad esempio il grado di soddisfazione incommensurabile nell'aiutare il proprio socio. Ma i candidati non sono stati convinti fino a quando non hanno capito di quale lavoro si stesse parlando, svelato nella parte finale.



venerdì 28 marzo 2014

I papà a casa per allattare anche se la mamma è casalinga


http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/11/allattamento-maschi-riposi-giornalieri.shtml?uuid=b7b35eb6-d349-11de-a4bd-1cde71b4a532&DocRulesView=Libero

Qualche tempo fa avevo parlato in questo post dei diritte delle mamme...
Prorpio in quel post avevo parlato del fatto che nel caso di lavorto autonomo della mamma il papà dipendente aveva diritto a usufruire del permesso giornaliero per l'allattamento...
Oggi (anche se è da un po') scopro qualcosa di nuovo e cioè  del diritto del papà ad usufruire dei cosidetti permessi di allattamento anche  nel caso di madre casalinga!

Il 25 novembre del 2009 , l’INPS con circolare nr 118, ha fornito una ulteriore integrazione alla circolare nr. 112/09 relativa appunto, a tale diritto.
Facciamo un passo indietro: con sentenza  nr.4293/2008 il Consiglio di Stato ha esteso la possibilità del padre lavoratore, di fruire dei riposi giornalieri (ex art. 40 D.Lgs. 151/01) anche nel caso in cui la madre sia casalinga e sia oggettivamente impossibilitata alla cura dei figli. In pratica si riconosceva la madre casalinga come una madre lavoratrice.

In attuazione della predetta sentenza, l’INPS emanava la circolare 112/2009, così prevedendo la possibilità di riconoscere al padre lavoratore dipendente il diritto a fruire dei riposi giornalieri anche nei casi di oggettiva impossibilità da parte della madre casalinga di dedicarsi alla cura del neonato, perché impegnata in altre attività (ad esempio accertamenti sanitari, partecipazione a pubblici concorsi, cure mediche ed altre simili).
La recente circolare INPS nr 118/09 del 25 novembre è intervenuta come chiarimento alla  lettera circolare C/2009 del 16.11.2009 del Ministero del Lavoro, della Salute e Politiche Sociali che, ribadendo il diritto del padre ai permessi di allattamento ne ha addirittura allargato la portata.  Infatti, il Ministero del lavoro, ha riconosciuto il diritto del padre a fruire dei riposi giornalieri, ex art. 40 del T.U. 151/2001, sempre nel caso di madre casalinga, senza eccezioni ed indipendentemente dalla sussistenza di comprovate situazioni che determinano l’oggettiva impossibilità della madre stessa di accudire il bambino.

In pratica quindi, ora il papà può usufruire liberamente dei congedi parentali a prescindere se la madre sia casalinga o meno e, se la stessa sia impossibilitata o no alla cura del bimbo. La circolare, conclude precisando che “per quanto non previsto con la presente circolare resta fermo il disposto della circolare 112/2009.”

Certo c'è da fare i conti col datore di lavoro del papà e anche con i colleghi...Anche se è un diritto ti guardano storto e spesso ti mettono in condizione di rinunciarci...Speriamo che prima o poi tutti capiscano che la famiglia non è solo il primo e fondamentale nucleo di una società, ma anche il luogo mentale e fisico dove nasce la coscienza di ciascuno di noi e quindi va rispettato e tutelato!

venerdì 21 marzo 2014

Keep Calm!

 - Keep calm, it's only an extra chromosome -

In occasione della Giornata mondiale sulla sindrome di Down il CoordDown (Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down) ha girato un  video dolce, allegro, e commovente in cui 14 bambini e ragazzi con Down rispondono alla lettera di una futura mamma (giustamente) preoccupata e spaventata pechè suo figlio sarà affetto da tale malattia.

La sindrome di Down è conosciuta come Trisomia 21 (da qui la data del 21/3), ed è caratterizzata dalla presenza di tre (invece di due) cromosomi  nella coppia cromosomica n°21 all’interno delle cellule...Ma, come dice la maglietta rossa di questo bambino..."Manteniamo la calma, è solo un cromosoma in più"!




martedì 28 gennaio 2014

Un "tesoro" di mamma...

...Ovvero quanto producono le casalinche senza saperlo!


Le casalinghe sono un vero e proprio "tesoretto" dell'economia italiana, poiché producono, senza saperlo un reddito di quasi 405 miliardi di euro l'anno. Come? La loro attività è molto diversificata e si estende dai servizi per la casa (cucina, pulizie ecc.) al servizio taxi, per spingersi in ambiti molto professionali come la psicologia. Una regina occulta, il cui contributo non è certo riconosciuto (neanche a livello pensionistico). Altro che "desperate housewives".

Un recente sondaggio dell'americana Salary.com mette a nudo una realtà stupefacente, le mamme che stanno a casa lavorano ben 94 ore a settimana, per un valore stimato in oltre 6.900 euro mensili, pari ad un reddito annuo di 83mila euro (113mila dollari per le mamme americane). E pensare che in Italia le casalinghe non percepiscono neanche una pensione, lavorando praticamente per tutta la vita (figli, nipoti e cosi via).

Queste mamme sprint, spesso non gratificate, sono oltre 4 milioni e 800mila, secondo gli ultimi dati dell'ISTAT, e produrrebbero con la loro attività oltre 405 miliardi l'anno. Un bell'ammanco per il PIL, che non lo rileva, ed anche per le casse dello Stato, che non ne percepiscono il contributo in termini di gettito, ma certamente una grande ricchezza per la famiglia media.

Come vengono prodotti questi redditi? Lo studio si è basato sulla retribuzione media dell'attività che viene svolta e sulle ore che in media vengono dedicate a quella data attività: domestica, cuoca, tassista per accompagnare i bimbi a scuola o allo sport o al catechismo, psicologa per le crisi di nervi domestiche, infermiera per i piccoli incidenti quotidiani e, addirittura, amministratore delegato del faticosissimo gruppo "famiglia" (far quadrare i conti a fine mese non è certo poca cosa e neanche "incastrare" i mille impegni di una famiglia con figli).

Il compenso varia dai profili più bassi come quello della cuoca o domestica (circa 10 euro l'ora) a quelli più impegnativi di psicologa (a 28 euro e più l'ora) e manager (oltre 40 euro l'ora).

E che dire delle mamme che lavorano? Oltre allo stipendio che portano a casa dall'ufficio, producono una ricchezza di aggiuntiva di 49mila euro l'anno per il secondo lavoro casalingo, che impiega ben 54 ore a settimana, ben oltre le 40 ore di un normale impiego settimanale.

 fonte: Teleborsa
 

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