lunedì 15 giugno 2015

Madre

Dall'udienza generale di Papa Francesco di mercoledì 7 gennaio 2015



" [...] Continuiamo con le catechesi sulla famiglia e nella famiglia c’è la madre. Ogni persona umana deve la vita a una madre, e quasi sempre deve a lei molto della propria esistenza successiva, della formazione umana e spirituale. La madre, però, pur essendo molto esaltata dal punto di vista simbolico, - tante poesie, tante cose belle che si dicono poeticamente della madre - viene poco ascoltata e poco aiutata nella vita quotidiana, poco considerata nel suo ruolo centrale nella società. Anzi, spesso si approfitta della disponibilità delle madri a sacrificarsi per i figli per “risparmiare” sulle spese sociali.

Accade che anche nella comunità cristiana la madre non sia sempre tenuta nel giusto conto, che sia poco ascoltata. Eppure al centro della vita della Chiesa c’è la Madre di Gesù. Forse le madri, pronte a tanti sacrifici per i propri figli, e non di rado anche per quelli altrui, dovrebbero trovare più ascolto. Bisognerebbe comprendere di più la loro lotta quotidiana per essere efficienti al lavoro e attente e affettuose in famiglia; bisognerebbe capire meglio a che cosa esse aspirano per esprimere i frutti migliori e autentici della loro emancipazione. Una madre con i figli ha sempre problemi, sempre lavoro. Io ricordo a casa, eravamo cinque figli e mentre uno ne faceva una, l’altro pensava di farne un’altra, e la povera mamma andava da una parte all’altra, ma era felice. Ci ha dato tanto.

Le madri sono l’antidoto più forte al dilagare dell’individualismo egoistico. “Individuo” vuol dire “che non si può dividere”. Le madri invece si “dividono”, a partire da quando ospitano un figlio per darlo al mondo e farlo crescere. Sono esse, le madri, a odiare maggiormente la guerra, che uccide i loro figli. Tante volte ho pensato a quelle mamme quando hanno ricevuto la lettera: “Le dico che suo figlio è caduto in difesa della patria…”. Povere donne! Come soffre una madre! Sono esse a testimoniare la bellezza della vita. L’arcivescovo Oscar Arnulfo Romero diceva che le mamme vivono un “martirio materno”. Nell’omelia per il funerale di un prete assassinato dagli squadroni della morte, egli disse, riecheggiando il Concilio Vaticano II: «Tutti dobbiamo essere disposti a morire per la nostra fede, anche se il Signore non ci concede questo onore… Dare la vita non significa solo essere uccisi; dare la vita, avere spirito di martirio, è dare nel dovere, nel silenzio, nella preghiera, nel compimento onesto del dovere; in quel silenzio della vita quotidiana; dare la vita a poco a poco? Sì, come la dà una madre, che senza timore, con la semplicità del martirio materno, concepisce nel suo seno un figlio, lo dà alla luce, lo allatta, lo fa crescere e accudisce con affetto. E’ dare la vita. E’ martirio». Fino a qui la citazione. Sì, essere madre non significa solo mettere al mondo un figlio, ma è anche una scelta di vita. Cosa sceglie una madre, qual è la scelta di vita di una madre? La scelta di vita di una madre è la scelta di dare la vita. E questo è grande, questo è bello.

Una società senza madri sarebbe una società disumana, perché le madri sanno testimoniare sempre, anche nei momenti peggiori, la tenerezza, la dedizione, la forza morale. Le madri trasmettono spesso anche il senso più profondo della pratica religiosa: nelle prime preghiere, nei primi gesti di devozione che un bambino impara, è inscritto il valore della fede nella vita di un essere umano. E’ un messaggio che le madri credenti sanno trasmettere senza tante spiegazioni: queste arriveranno dopo, ma il germe della fede sta in quei primi, preziosissimi momenti. Senza le madri, non solo non ci sarebbero nuovi fedeli, ma la fede perderebbe buona parte del suo calore semplice e profondo. E la Chiesa è madre, con tutto questo, è nostra madre! Noi non siamo orfani, abbiamo una madre! La Madonna, la madre Chiesa, e la nostra mamma. Non siamo orfani, siamo figli della Chiesa, siamo figli della Madonna, e siamo figli delle nostre madri.

Carissime mamme, grazie, grazie per ciò che siete nella famiglia e per ciò che date alla Chiesa e al mondo. E a te, amata Chiesa, grazie, grazie per essere madre. E a te, Maria, madre di Dio, grazie per farci vedere Gesù. E grazie a tutte le mamme qui presenti: le salutiamo con un applauso!"

domenica 1 marzo 2015

[libri] - La compagnia dell'agnello

<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845425819/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=8845425819&linkCode=as2&tag=ultimobyte-21">Obbedire è meglio. Le regole della compagnia dell'agnello</a><img src="http://ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=ultimobyte-21&l=as2&o=29&a=8845425819" width="1"
Non sono una fan di Costanza Miriano, quindi ero leggermente prevenuta nella lettura. Temevo un libro eccessivamente rivolto a fedeli inossidabili. Invece no. Il libro scorre quella vita che tutte le madri/mogli/lavoratrici vivono oggi e che quasi sempre e' causa di enorme frustrazione ed insoddisfazione. La Miriano apre gli occhi a chi ha la fortuna di avere una famiglia non solo facendoci riassaporare le gratificazioni che gia' conosciamo ma dando un senso a tutti i momenti di sconforto e scoramento. Da leggere!

"Obbedire è meglio. Le regole della Compagnia dell'agnello" - Costanza Miriano

giovedì 26 febbraio 2015

[Ricetta Bimby] - Torta al cioccolato fondente


Ingredienti:

100 gr di cioccolato fondente | 100 gr di latte | 100 gr di burro | 90 gr di zucchero | 170 gr di farina | 1 bustina di lievito | 3 uova

Preparazione:

- mettere il cioccolato fondente e tritare per qualche secondo alla massima velocità
- aggiungere il latte, il burro e lo zucchero e far sciogliere il tutto 4 min. vel. 4 60°
- (ottenuta una crema) far raffreddare (almeno 37°)
- aggiungere la farina e 1/2 bustina di lievito, 15 sec. vel. 4
- aggiungere le uova, l'altra mezza bustina di lievito e la vanillina 8-10 sec. vel. 4
- mettere in una tortiera imburrata e infarinata e cuocere in forno a 180° per 30 min.
- terminare con una semplice spolverata di zucchero a velo.

venerdì 23 maggio 2014

Il corpo racconta


Figlia mia,
presto una parte di te si sveglierà
e senza chiederti “permesso” ti trasformerà in una bellissima giovane donna...
Un processo semplice come le onde del mare
e insieme complicato come la fisica nucleare
ti farà partecipe del mistero della vita...
Attraverso la forza della vita scoprirai e sperimen terai la forza dell’amore
che ti condurrà in un viaggio in mare aperto...
Figlia mia
come posso aiutarti ad allestire una rotta sicura,
a preparare i rifornimenti?
Basteranno le scortedi coccole che ci siamo fatte fin’ora?

In Lombardia e in qualche altra regine (nordica) d'Italia esiste un percorso (laico) in cui offre un’occasione  alla mamma per accompagnare la figlia nel suo diventare donna.
In particolare,

"[...] gli incontri sono dedicati alle bambine (11 anni circa) accompagnate dalla mamma, in modo da favorire il dialogo su tematiche spesso vissute come imbarazzanti, offrono spunti di discussione che potranno essere utili anche durante la crescita. Addomesticare i cambiamenti del corpo nella pubertà permette di acquisire una visione positiva della femminilità, della sessualità e del compito di trasmettere la vita. La conoscenza dei cambiamenti del corpo e della fisiologia del ciclo mestruale permetterà di vivere i piccoli fastidi mensili in modo sereno e di gestirli senza ricorrere alla medicazione.Gli incontri si svolgono in modo interattivo e coinvolgono sia le bambine che le mamme, sia separatamente che in coppia. Le nozioni teoriche sono trasmesse utilizzando le più disparate tecniche d’animazione.Giochi, scenette, semplici lavori manuali renderanno gli incontri interessanti e divertenti [...]"

Spero che prima o poi questa opportunità così bella sia data a tutte le mamme d'Italia!
 

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